Arrivato settembre, mi hanno chiamato per fare gli esami di riparazione. Ritornando quindi a scuola tra riunioni, verifiche e interrogazioni, mi è ritornato in mente questo blog accantonato per l’estate.
Potrei fare molti commenti di varia natura. Commenti del tipo a un po’ di ragazzi a fatto bene essere rimandati infatti si vede come alunni che avevano la media del 4, persone che non sapevano scrivermi una riga di codice, ora sanno fare un programmino semplice ma completamente corretto.
Potrei invece dire non è servito nulla, tanto valeva bocciarli a settembre perché quando correggendo alcune verifiche noto che tre mesi di ripasso non sono serviti a far capire ad alcuni alunni la sintassi del for rimango quantomeno perplesso.
Magari impegnandomi un altro po’ riuscirei ancora a scrivere tante altre cose riguardo a questi famigerati esami a settembre. Non è di questo però che voglio parlare. Perché proprio oggi ho scoperto una cosa, che non sarò più insegnante.
Mi hanno infatti presentato il professore nominato dal provveditorato agli studi che rimarrà per quest’anno a insegnare informatica nella mia scuola.
Devo ammettere che mi ha fatto un po’ strano. Nonostante fossi sempre stato del parere che non avrei fatto dell’insegnamento la mia professione primaria, devo dire che mi era piaciuto molto come lavoro. Quindi in questi giorni mi ero trovato a pensare spesso cosa fare nel caso mi avessero richamato ed ero giunto alla conclusione che avrei accettato per quest’altro anno.
Inoltre parlando con gli (ormai ex) colleghi erano emerse le solite considerazioni, del tipo che trovare professori di informatica è praticamente impossibile, quindi sarei stato sicuramente richiamato.
Diciamo che ci avevo fatto già l’abitudine, ero pronto a rimettermi studiare i programmi, preparare le lezioni, anche a correggere le verifiche e interrogare (le cose che odio di più tra tutti gli impegni del professore).
Invece il sapere che quest’anno non mi chiameranno è arrivata come una doccia fredda, un po’ per me, un po’ per i miei alunni che ormai avevo preso in simpatia. Spero che il nuovo professore sia competente e che riesca a proseguire il lavoro che ho iniziato.
Che dire, ormai quella scuola diventerà solo un ricordo, una volta finito in questi giorni le ultime scartoffie burocratiche, non credo poi ci tornerò nuovamente. O se ci tornerò sarà per salutare. Di sicuro non sarà la stessa cosa.
Voglio quindi chiudere con un saluto a tutti i miei colleghi che mi hanno dato una mano, a tutti i miei alunni. E chissà, spero di poterli reincontrare un giorno in situazioni magari più piacevoli che in un’aula di scuola.
Un arrivederci a tutti
Qua
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