15 maggio

Ok, siamo solo al 6 di maggio. Perché postdatare così un articolo?

La risposta è semplice, il 15 maggio non è semplicemente una data, ma il nome di un documento, più precisamente un documento che contiene le relazioni del consiglio di classe, i programmi svolti i metodi didattici e quant’altro degno di nota. Tale documento viene redatto solo per le classi quinte, è stato introdotto con la riforma scolastica che ha cambiato l’esame di maturità introducendo la terza prova scritta e l’orale su tutte le materie.

Ma a cosa serve di preciso questo documento, oltre a fare riunire tutti i professori un pomeriggio a perdere tempo e a scrivere relazioni e frasi tanto standard quanto inutili?

Beh, diciamo che per lo più serve a poco, fatta eccezione di una parte abbastanza sostanziale, quella che riunisce tutti il programma svolto per ogni materia. Tutto e solo quello che è scritto in questo programma può essere chiesto agli esami di stato. Qui quindi parte tipicamente un braccio di ferro tra alunni e professori: i primi tentano di farci comparire il meno possibile, mentre i secondi di mettere tutto il programma ministeriale.

Il mio dubbio sorge in questo momento: io non sono un professore di ruolo, sto facendo supplenza e nemmeno da troppo tempo, ho svolto un programma decisamente ridotto in primo luogo perché ho avuto poco tempo e in secondo luogo perché ho dovuto spendere tanto tempo per tappare i vari buchi lasciati nella classe.

Quindi cosa faccio? Spulcio il registro sperando di trovare argomenti da inserire nel programma? Argomenti che so che non sono stati svolti. Metto un po’ di cose in più a casaccio pescate dal programma ministeriale sperando di riuscire a spiegarle al volo in questo ultimo mese?

No, direi proprio di no… non è giusto nei confronti dei ragazzi, non possiamo farglielo: non si possono inserire più cose di quelle realmente fatte per parare il culo alla scuola e a chi di doveva sorvegliare il regolare andamento delle lezioni.

Ho avuto modo di consultarmi con qualche collega e fortunatamente sono d’accordo con me: va scritto unicamente quello che è stato fatto motivando perché è così poco. Il problema sorge sulle motivazioni da dare, dove non si è ancora tutti d’accordo, però per questo si discuterà tutti assieme al consiglio.

Concludendo vorrei citare un dialogo tratto dal film Notte prima degli esami:

- Vedi Molinari, in tutto questo tempo io non ho capito niente di te. Poi mi hai stupito, hai fatto esattamente quello che avrei voluto fare io: andare dai miei insegnanti e dire loro quello che pensavo.
- E che pensava?
- Eh, che erano delle merde.
- Ma allora scusi, perché ha fatto il professore?
- Pensa che scemo, avevo la presunzione di cambiare il sistema, o per lo meno di provarci. Ma a giudicare dal soprannome che mi avete dato, non credo di esserci riuscito.

beh… cambiare il sistema è difficile, per quanto uno possa partire con grandi sogni. Tuttavia si trovano ancora professori genuini, anche tra quelli che fanno questo lavoro da anni; professori che nonostante tutto non hanno perso quella luce e quegli ideali tanto forti agli inizi; professori che sono ancora dalla parte dei ragazzi e non hanno paura di esporsi a denunciare quelle che vedono come scorrettezze, anche se questo vuol dire andare contro a colleghi; professori che non riusciranno a cambiare il sistema, ma quantomeno non permettono che il sistema cambi loro.

E a tutti voi professori che nonostante tutto riuscite ancora a mantenervi genuini, non posso fare altro che rivolgere tutta la mia ammirazione: non credo che sarò vostro collega ancora a lungo, ma se dovesse succedere sappiate che siete il mio esempio da seguire; poiché, se un giorno farò di quella dell’insegnante la mia professione primaria, spero di riuscire ad essere come voi.

Qua

2 Risposte a “15 maggio”

  1. Sfabix Dice:

    Cambiare il sistema da individui è impossibile, ma se “insegnare” significa ancora “lasciare un segno” nei propri studenti il lavoro di un professore che agisce in coscienza e seguendo i propri ideali non è MAI inutile. Anche se i frutti tangibile quasi sempre non sono a breve ma a lungo termine, al liceo si tratta più di insegnare un metodo che delle nozioni, infatti per questo penso che certe derive nozionistiche siano un po’ pericolose.

    (Cioè… ci sono delle eccezioni a questo mio discorso tipo l’Istituto A. eheh ;-) )

    Rincuora pensare che persone come te e come i colleghi che citavi preferiscano essere onesti e corretti con i propri studenti (vedi doc. 15 maggio), piuttosto che “pararsi il culo”: dà speranza.

    Mi viene in mente un episodio divertente. Ai tempi (lontani…) della mia matura eravamo tutti incazzati per alcune cose che c’erano nel famigerato doc del 15 maggio e non avevamo fatto… e tutti erano contenti però perché il prof. di italiano, uno molto fuori dagli schemi, di cultura straordinaria ma per cui insegnare era tutto tranne che seguire un programma, aveva avuto il coraggio di mettere quello che avevamo fatto davvero, che col programma ministeriale c’entrava ben poco. In realtà il programma glielo avevo scritto io perché lui come direbbe il Topo “non c’aveva voglia” (ma era napoletano pure lui, dai… ;-) )

  2. Qua Dice:

    Grazie Sfabix, un bel commento davvero, sono pienamente d’accordo soprattutto riguardo alle derive nozionitische: a mio parere la scuola dovrebbe insegnare a ragionare e non a imparare a memoria delle nozioni. Purtroppo troppo spesso viene dimenticato.
    Per ora non possiamo fare altro che sperare in bene per il futuro :)

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