Il futuro a settembre

Ma allora, probabilmente sarò stupido io, però ci sono tante cose che non mi sono chiare; proviamo ad analizzarle. All’inizio c’erano gli esami a settembre, non funzionavano molto bene; vediamone il motivo.

A chi non è mai capitato di avere un professore incompetente? Credo a nessuno; purtroppo troppo spesso l’insegnamento è il ripiego di chi non sa fare altro, il caso più eclatante che ricordi io è di una professoressa di fisica che non sapeva fare la somma vettoriale. Ovviamente con insegnanti del genere è normale andare male ed è altrettanto normale volere promuovere gli alunni che vanno male per colpa loro. Ritengo che sia stato questo il motivo principale per cui si siano voluti togliere gli esami a settembre e sinceramente non posso che essere d’accordo con una scelta del genere.

Sono quindi stati introdotti i crediti e i debiti: vai bene a scuola hai dei crediti (per fare cosa mi è ancora abbastanza oscuro), vai male hai dei debiti che devi colmare (è giusto insegnare fin da piccoli come va il mondo). Il sistema detto così era stato pensato bene, aveva un suo perché di esistere; c’era un problema che in questo modo era risolto: non eri più obbligato a bocciare un alunno per una sola insufficienza.

Purtroppo, nonostante l’idea iniziale fosse buona, si è abusato di questo meccanismo: i debiti sono stati iniziati a dare così, come se niente fosse e nessuno si preoccupava più di riscuoterli (forse anche questo per insegnare ai ragazzi a non fare mai credito perché poi non vieni risarcito?). Si è arrivati allora a situazioni estreme: alunni con insufficienze gravi anche in tre o quattro materie venivano promossi all’anno successivo e queste insufficienze rimanevano per il seguente e per quello dopo ancora fino ad arrivare in quinta.

Questi casi estremi sono poi diventati all’ordine del giorno. Nessuno più si preoccupava di bocciare gli alunni, anche perché spesso non aveva senso;
Se te hai l’insufficienza in materie di studio, è perché non studi: prendi il debito, durante l’estate te ne freghi, arrivi l’anno successivo senza colmare il debito ma inizi a studiare e a fine anno riesci ad arrivare a un sei, che senso ha bocciarti con un anno di ritardo? ristudieresti semplicemente le cose che hai già studiato!
Il problema è diverso (ma ha la stessa soluzione) nelle materie scientifiche: te non studi, hai l’insufficienza e prendi il debito, durante l’estate non fai niente quindi non lo colmi, arrivi all’anno successivo, ti mancano le basi per andare avanti in quella materia ma ormai fai l’anno perché ci sei dentro, arrivati a fine anno cosa si fa? ti si boccia quando devi ripetere un anno in cui si rispiegano cose che tanto non capiresti di nuovo perché non avevi le basi? no, ti si promuove!

Il meccanismo dei debiti e crediti era quindi diventato semplicemente un modo per promuovere tutti senza distinzione rivelandosi sbagliato, troppo sbagliato. Cosa fare allora? Urge una riforma! Analizziamo la situazione: siamo passati da un sistema sbagliato a uno peggio; c’è la possibilità di farne un terzo e sperare sia quello giusto? forse, ma direi che per i geni del ministero della pubblica (d)istruzione era decisamente troppo difficile. La cosa più facile cos’è? ripristinare il sistema precedente. I tempi però ovviamente sono cambiati, non si può rimettere pari pari, vengono quindi introdotte delle leggere modifiche, in parte credo anche per accontentare gli studenti che si erano abituati a non essere bocciati per colpa di una sola materia.

Siamo però nella situazione in cui il sistema scolastico è decisamente allo sbando; una mezza legge (per di più non attuativa) non aiuta di certo a migliorarlo. Ma vediamo nel dettaglio la legge cosa prevede:

  1. il consiglio di classe a fine anno si riunisce a fare gli scrutini;
  2. viene valutato l’andamento nelle materie e si danno i debiti (se ancora hanno questo nome) a chi è insufficiente;
  3. devono essere organizzati dei corsi di recupero (con che fondi non lo dice nessuno però) per gli alunni col debito;
  4. prima della fine dell’anno scolastico (fine agosto) bisogna sottoporre gli alunni che hanno i debiti alle prove per vedere se l’hanno superato;
  5. nel caso un alunno abbia superato tutti i debiti non ci sono problemi, è ammesso all’anno successivo; nel caso ci siano debiti non sanati, il consiglio di classe si raduna e deve decidere se l’alunno debba rifrequentare l’anno o possa essere ammesso a quello successivo.

Ora, senza essere particolarmente vicini al mondo della scuola: la scuola finisce la prima settimana di giugno e inizia la prima di settembre; per fare i corsi di recupero e questi esami c’è quindi tempo luglio e agosto (se teniamo conto che parte dei professori per tutto giugno e anche oltre sono occupati con gli esami di stato). Ora questi ragazzi con le loro famiglie (e anche i professori) avranno diritto a fare un po’ di ferie. Quando si possono mettere questi esami senza rompere le palle a nessuno? Questo la normativa non lo dice, quindi ogni scuola può organizzarsi come meglio crede; se uniamo a questo punto il fatto che con le varie leggi sulle autonomie ogni scuola può portare variazioni al calendario scolastico (iniziare prima o dopo ad esempio) salta fori che ogni istituto alla fine organizzerà in maniera indipendente dagli altri il proprio calendario generando il caos e rendendo di fatto difficilissimo il cambio di scuola per i ragazzi che essendo bocciati a settembre vogliano provare altri indirizzi.

Ma analizziamo allora la faccenda da un altro punto di vista; non sia mai che guardandola in un altro modo le cose migliorino. Immergiamoci nel mondo della scuola, un mondo dove un buon 15% è composto da insegnati precari (cercherò statistiche ufficiali, ma posso garantirvi ci sono posti dove si supera anche il 20%). Vediamo allora la vita di un precario: sei iscritto alle graduatorie, arriva settembre, inizia la scuola e vieni chiamato a insegnare da qualche parte con un contratto che scade a giugno. Passi l’estate da disoccupato per poi essere riassunto (in un’altra scuola) a settembre. Un insegnante così di sicuro non è disponibile né a fare i corsi di recupero né gli esami, è ovvio: non è pagato, è disoccupato, non lavora!

Morale? Non funziona niente, nessuno lo dice (avete sentito parlare dei problemi della scuola ultimamente ai tg?) e nessuno si preoccupa di migliorare le cose.
Tanto che senso ha? si sta solo investendo sul nostro futuro, se proprio dovesse andare male, potremo sempre rimandarlo a settembre.

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