Il libero pensatore e il grembiule

Lo so che formalmente ci siamo già salutati con lo scorso post, però questa non posso lasciarla scorrere; è una notizia che va assolutamente commentata.

Stamattina, durante il mio consueto giro in internet, mi sono imbattuto in questa notizia. Per chi non avesse voglia di leggerla riassumo brevemente, vengono riportate le prime dichiarazioni della nuova ministra dell’istruzione: premesso che non ci sono i soldi per uniformare gli stipendi dei professori italiani alle medie europee, il primo provvedimento potrebbe essere quello di reintrodurre l’uso dei grembiuli a scuola.

Ora, proviamo ad analizzare le scelte di quest’ultima idiozia ministeriale: da testuali parole della neo ministra, “È un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età”.

Ovvio, noi tutti sappiamo che i problemi della scuola, anzi della società moderna in generale, è da attribuirsi alla diversità dei vestiti dei ragazzi d’oggi.

Ma io non so, cavolo, con tutto i problemi in cui versa la scuola, tra precari, fondi mancanti, caos che regna ovunque, al ministero dell’istruzione pensano a vestire tutti i ragazzi uguali? Quello che mi viene da domandarmi è semplice: sono veramente così idioti o ci sono altri fini nascosti? A questo punto tendo a diventare cattivo: faccio fatica a pensare alla semplice stupidità quindi inizio a pensare alla malafede.

Non sarà mica che dietro una scusa di una apparente uguaglianza si voglia arrivare ad una spersonalizzazione? Siamo tutti d’accordo che comandare un branco di gente uniformata è più semplice che controllare liberi pensatori. Ovviamente imporre un abbigliamento uguale è un inizio di questo processo.

Una cosa che ho sempre contestato alla scuola è che tende a concentrarsi troppo spesso sul nozionismo piuttosto che sul confronto. Quante volte la domanda di uno studente viene elusa, bloccata, e si ritorna al volo sui passi del libro? Quante volte le lezioni frontali sopprimono il dialogo costruttivo interpersonale? Ci sono delle materie bellissime che dovrebbero insegnare a mettere in discussione tutto e non parlo solo di filosofia; pensiamo alla fisica ad esempio, possiamo limitarci a imparare a memoria una marea di formule (utili, non lo nego) oppure possiamo studiare da chi, quando, perché e come sono state scritte queste formule e che passi sono stati fatti nella cultura. Ci accorgeremmo a questo punto che tutti i grandi passi avanti hanno comportato il completo rifiuto dell’autorità precostituita.

Questo dovrebbe essere l’insegnamento principale della scuola: non limitarsi ad accettare passivamente quello che viene proposto, ma mettere e mettersi in continua discussione per poter migliorare noi ed il mondo che ci circonda.

Purtroppo questa cosa oltre che essere decisamente difficile da insegnare, troppo spesso è considerata scomoda e “pericolosa” perché, ribadisco, controllare un libero pensatore è più difficile.

Già dalla mia breve esperienza (prima da alunno e poi da professore) ho infatti imparato che il professore deve temere più le domande dell’alunno preparato che ha voglia di imparare di quelle dell’alunno medio che tira alla sufficienza per campare. Mentre il secondo potrà sempre essere ricondotto all’ordine con qualche interrogazione mirata su argomenti che non conosce, il primo sarà in grado di trovare gli argomenti che colgono impreparato il professore e sarà in grado di condurlo proprio a quelli con domande mirate. Una cosa non accettabile in una società conformista, rigidamente gerarchizzata e standardizzata come quella in cui stiamo vivendo, perché queste sono le persone capaci di ribaltare la gerarchia.

Per concludere mi limito a citare una frase di Carl William Brown:

La scuola dovrebbe insegnare la responsabilità e non l’obbedienza, ecco perché è in crisi

E così vi saluto nuovamente, nella speranza che un giorno le cose possano cambiare in meglio.

Qua

Una Risposta a “Il libero pensatore e il grembiule”

  1. Qua Dice:

    giusto perché mi sono capitate sotto mano aggiungo altre bellissime citazioni:

    L’istruzione è cosa ammirevole ma ogni tanto ci farebbe bene ricordare che non si può mai insegnare quel che veramente vale la pena di conoscere. (Oscar Wilde)

    Non ho mai permesso che la scuola interferisse con la mia educazione. (Mark Twain)

    L’educazione è la difesa organizzata degli adulti contro la gioventù. (Samuel Langhorne Clemens)

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